salviamo il parco

Riccione (RN). Via Ticino. Questa è la storia dell’ennesimo spazio verde sottratto al tessuto urbano, sottratto ai cittadini, ai bambini, al nostro bisogno di natura. Il parco di via Ticino non è un parco di grandi dimensioni, non ha particolare valore naturalistico, non ospita ecosistemi di rilevante valore ecologico. E’ un fazzoletto di prato alberato che serve ai riccionesi di Via Ticino a respirare, a far giocare i bambini trascorrendo qualche ora nel verde. La provincia di Rimini è maestra nel distruggere e stuprare tutte le bellezze naturali che possiede per dar sfogo a tutte le possibilità di “businnes” turistico-immobiliare, ma avendo già cementificato quasi tutta la costa e larga parte dell’entroterra, non le resta che dar fondo a ciò che resta dei pochi “francobolli verdi” ancora rimasti a mitigare il collasso di questo tessuto urbano congestionato da traffico e cemento.
Alla sorda politica locale, non interessa nulla di tutto ciò che non porti voti o denaro, il verde non serve a “far cassa” e a inizio mandato, nessuno scempio ambientale è tanto scandaloso da poter prefigurare un ipotetico “trauma elettorale”. Così, questo piccolo “rifugio verde” di via Ticino (zona Alba) sarà sottratto ai cittadini in forza alle contropartite dell’ennesimo motore immobiliare che serve ad alimentare le ben note dinamiche di sfruttamento selvaggio del territorio e di consumo del suolo in soddisfazione degli interessi particolari dei soliti speculatori del cemento.
Camuffati dalla propaganda legata alle presunte necessità di promozione di un “fantomatico rilancio cittadino”, di un “rinato” sviluppo socio-economico del territorrio a beneficio dell’economia locale e della popolazione tutta, gli interessi della banda del cemento sono sempre gli stessi e a guadagnarci sono sempre in pochi, mentre a perdere sono sempre tutti gli altri, in termine di qualità urbana e qualità dell’abitare.
Così, questa volta sono “i grandi eventi sportivi legati al nuoto” a far la voce grossa (sembra quasi comico, rammentando ciò che è successo proprio in questi mesi per i modiali di nuoto a Roma, in seguito allo scandalo della Protezione civile ) , ora infatti è la necessità impellente e irrinunciabile di costruire una quarta piscina olimpionica a Riccione a far scoppiare il polverone. Secondo il sindaco riccionese Massimo Pironi (PD), il parco deve essere sacrificato all’edilizia residenziale come contropartita per la realizzazione della piscina. Ripeto, la quarta.
Non ci sono dubbi quindi, che per muovere questi “motori immobiliari” la città debba svendere uno degli ultimi superstiti “pezzetti di anima verde” ed a farne le spese siano sempre i soliti cittadini ammutoliti e ignorati. Non ci sono dubbi che la così detta “perla verde” della riviera romagnola debba cedere un altro pezzo del suo verde e non ci sono dubbi che la popolazione debba stare a guardare in silenzio.
Sarà anche da farsi, questa lurida piscina, ma la politica e lo spocchioso sindaco Pironi in particolare, devono mettersi in testa che quando la cittadinaza dice no, è no, e vanno cercate alternative , scelte condivise, soluzioni ragionate. Invece è ancora una volta l’arroganza e la prepotenza della classe dirigente a disgustare tutti e il comitato spontaneo di protesta sorto recentemente a difesa del parco, è puntualmente ignorato e zittito da dichiarazioni secche e sconcertanti. La beffa poi è che lo scempio viene addirittura “giustificato” dal sindaco, per la presenza, nelle vicinanze del parco di via Ticino, di una striscia di terra abbandonata a se stessa, adiacente alla statale e immersa in un traffico bestiale, in un inquinamento luminoso, acustico e da PM10 mostruoso. Questa “striscia di Gaza” in cui deportare i bambini espropriati del prioprio parco è additrittura definita dal sindaco come “la pineta”! Che coraggio, è il colmo, l’assurdo.
Si parlava di un comitato, già, perchè la cittadinanza mal rappresentata e inascoltata da partiti e istituzioni non ha avuto altro da fare che raccogliersi, dando vita ad uno degli ennesimi comitati cittadini spontanei del territorio (ne sono sorti tantissimi ormai) che lotta caparbiamente contro questa eco-furfanteria. Questi cittadini coraggiosi, determinati e ricchi di energia, hanno pure realizzato un sito web (www.salviamoilparco.it) in cui raccontano tutte le vicende e le loro lotte con chiarezza e candore cristallino. E’ questa, gente che merita rispetto e lode. Gente che ama la propria terra, che pensa con la propria testa ed è responsabile protagonista del proprio futuro. Vanno sostenuti, appoggiati in questa lotta che se non altro, è almeno una questione di principio. Un baluardo di democrazia partecipata, un piccolo risveglio di coscienza civica.
Invito tutti a visitare il loro sito web per prendere conoscenza di ciò che sta accadendo e per sostenerli in questa battaglia.
Littlebighorn.it è certamente con loro. Salviamo il parco di via Ticino a Riccione!
Maggio 26th, 2010 at 9:09 am
Sono grandi a protestare. Non possono passare insosservate tutte le porcate che fanno nelle nostre citta!!