littlebighorn.it

chi sono

Credo di essere nato per fare alcune cose per questo mondo del tipo:

  • Amare la bellezza e difenderla, sia nell’arte che nella natura
  • Battermi per i deboli, gli ultimi e per chi non può difendersi
  • Ricercare la verità autentica e affermarla
  • Perseguire la giustizia
  • Esprimere la mia sensibilità di essere umano con ogni forma d’arte possible
  • Battermi per difendere la vita di Gaia mediate l’impegno ecologista

Dunque, per quanto riguarda i primi punti ci sto lavorando, per quanto riguarda l’ultimo punto, la questione si ata rivelando abbastanza complessa. A vent’anni, dopo un’adolescenza travagliata, fondai in  assoluta solitudine, un movimento, un’associazione ambientalista che si batteva per la difesa dell’ambiente, per la vita e per i diritti umani. Di questa associazione ero e sono sempre stato l’unico tesserato. Il nome di questo movimento era Little Big Horn.
Con un chiaro riferimento alla battaglia storica che durante le guerre indiane determinò, l’unica grande sconfitta dell’esercito americano (vedi pagina “storia”), il Little Big Horn si rifaceva alla cultura dei nativi americani, in quanto portatori di una concezione della vita spirituale e non materialistica, ma soprattutto portando un esempio quasi ineguagliabile di completa armonia della vita nei confronti della natura, del prossimo e della vita. Naturalmente l’uomo distrusse questo splendido tesoro compiendo un genocidio che per efferatezza, si dovrebbe paragonare a quello degli ebrei nei campi di sterminio. Un genocidio per cui nessuno dei colpevoli ha pagato e di cui la storia non ha ancora chiesto conto, lasciando al liberismo, al colonialismo e al capitalismo globalizzato, piena libertà di continuare ad uccidere.
Il Little big Horn, era una mia fantasia di ragazzo, un’utopia di ventenne con la voglia di cambiare il mondo, ma sebbene fosse la cosa più bizzarra e irreale del mondo, buona per strappare un sorriso ad amici e parenti che mi guardavano come un sognatore aspirante eroe ambientalista ed ecologista sul gommone alle calcagna di una qualche baleniera artica fuori legge, questo nome non mi è mai passato di mente e questa idea ha continuato a rappresentarmi e forse lo fa tutt’ora. Littlebighorn.
Con tanto di logo, bandiera cucita da mia madre e atto costitutivo della fantomatica associazione di cui ero fondatore, ideatore, promotore ed unico attivista, avevo pure un sito internet che in 5 anni ricevette pure circa 475 visite (di cui 474 forse le mie).
Il mondo da quegli anni è cambiato ancora e quasi sempre in peggio.  Anche io sono cambiato, ma il fatto di cambiare non ha affievolito o corrotto in me, il desiderio di un mondo nuovo e migliore e che intorno a me e con me, tanti stanno cercando di costruire. Dalle ceneri del dominio web del movimento fantasma “littlebighorn” sorge questo blog, “littlebighorn.it” un giornale on-line che raccoglierà pensieri e commenti su attualità, politica, arte e cultura a tutto campo. Questo è un modo per dar voce a quel ragazzo ambientalista e sognatore che anni fa sognava di cambiare il mondo su un gommone di Greenpeace ed ora si si prepara a farlo cominciando a buttar giù, un po’ più riflessivamente quelle idee rivoluzionarie  di giustizia e di pace e questa volta, perchè no, condividendole con qualche passante internauta.
Dunque nemmeno il nome si deve cambiare: Littlebighorn ora e sempre. Buona lettura.